I Fichi di Cosenza DOP

Le origini della pianta del fico sono molto antiche, le prime notizie in merito risalgono infatti ad epoca molto remota: già nella piramide di Gizah,eretta nel periodo compreso tra il 4.000 ed il 1.500 a. C. è stata rappresentata la raccolta dei fichi.

FichiIl fico giunse in Calabria in epoca incerta, probabilmente al tempo della civiltà greco-romana per opera dei viaggiatori Fenici che la impiegavano come merce di baratto o che, nella versione secca, lo utilizzavano come riserva di calorie per le fatiche della ciurma. Da allora in poi la sua coltivazione si è insediata velocemente, in particolare nella provincia di Cosenza, grazie ad una situazione pedoclimatica ideale. Sui fichi di Calabria così si è espresso molto significativamente l’Abate Giacchino da Fiore: “Nientemeno più prezioso, e per la copia e per la perfezione egli è il raccolto dei fichi. Principia egli nel mese di giugno e si allunga fino all’altro di decembre, sempre l’une succedendo all’altre … nere, bianche, altre brune, altre rossaccie, tutte però così dolci, che filano dalla creduta bocca stille di miele, e come se per filarlo non bastasse una sola apertura sul capo, sovvente ancora si stracciano per i fianchi“.

La denominazione “Fichi di Cosenza” , così come recita il disciplinare di produzione, designa esclusivamente i frutti essiccati di fico domestico “Ficus carica sativa” (domestica L.), appartenenti alla varietà “Dottato”. Nel Cosentino, e soprattutto nella Valle del Crati, i Dottati hanno trovato un habitat ideale, in un ambiente collinare moderatamente ventilato, non arido ma nemmeno troppo piovoso. Sono frutti dal sapore molto dolce di piccola dimensione, con la buccia di color verde chiaro, con polpa morbida e semi piccolissimi. Vengono commercializzati dopo essere stati essiccati stesi al sole su “cannizzi” o tavole di legno od anche al forno.

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